Caso Donnarumma, Fassone risponde a Raiola: ‘Noi siamo pronti a riabbracciare Gigio’

Fassone risponde a Raiola

L’intrigo dell’estate, il caso Donnarumma, si è dipinto di un nuovo episodio. Alle ore 17:00 di domenica 18 giugno era attesa la conferenza stampa di Mino Raiola che spiegasse il perché del rifiuto di Gigio al ricco rinnovo di contratto propostogli dal Milan. Tutti, quindi, fissi sul monitor in attesa di conoscere le parole del super agente italo-olandese. Raiola, però, ha bluffato ancora. Non è tipo da conferenza e ha rilasciato delle semplici interviste per spiegare la sua verità. Conferenza o intervista poco importa a questo punto. Il puzzle si è arricchito di un nuovo tassello che completa la vicenda che sta addolorando tutti: Milan, tifosi e Donnarumma in persona.

Essendo questa la versione di Raiola, la cose forse inspiegabile è stata l’attesa di 3 giorni. Non ce ne voglia l’agente di Donnarumma. Sembra tanto che si è preparato (come al suo solito) la versione giusta da presentare pubblicamente per poi passare all’azione. Essendo Raiola un agente importante e, soprattutto, una persona intelligente avrebbe dovuto immaginare che Donnarumma sarebbe stato oggetto di offese e minacce, come da lui stesso confermato. Sembra, invece, che anche questo passo sia stato preparato al meglio per poterne uscire vincitori e ridimensionando il Milan che, con tutta onestà, se pur sbagliando qualcosa, ha dimostrato di tenere in particolare modo a Donnarumma, così come tutti i tifosi rimasti ora delusi.

Fassone risponde all’intervista di Raiola

Ovviamente dopo aver ascoltato l’intervista di Raiola, non poteva mancare la risposta di Fassone, l’altra parte in causa. L’amministratore delegato nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha mostrato tutta la sua amarezza per il caso Donnarumma. Tuttavia ha aperto a scenari impensabili fino a poche ore fa ma che metterebbero a tacere i rumors che ha creato tutta questa vicenda. Ecco la risposta di Marco Fassone: “Dare una spiegazione a quanto accaduto, mi pare abbastanza semplice: giocatore e agente hanno fatto una valutazione tecnica ed economica, ritenendo di rivolgersi in futuro a un club con pedigree più altolocato e maggiore disponibilità finanziaria. Raiola vuole valorizzare economicamente il percorso del giocatore e intende spostarlo per massimizzare i ricavi. Per l’ assistito e per se stesso. Fin dal primo giorno dopo il nostro insediamento abbiamo iniziato a parlare sia con Donnarumma, sia con Raiola. E mentre Raiola tendeva sempre a rallentare, il giocatore ci diceva di volere il Milan. E ce lo diceva guardandoci fissi negli occhi. Era assolutamente sincero. Alla fine ha prevalso la linea dell’ agente e io sono convinto che in cuor suo Gigio non sia convinto della decisione presa”.

Fassone e convito che la decisione di non far rinnovare Donnarumma è stata di Raiola: “La decisione è sua. Ha usato la sua influenza, e lui su Gigio è molto influente. Pensateci un attimo: un ragazzo di 18 anni e un procuratore importante con grande personalità. Come poteva finire? Certo, quando guardavo il ragazzo negli occhi una buona dose di speranza che tutto finisse bene ce l’ avevo. E invece…Non c’è, però, nessuna presa di posizione nei confronti di Donnarumma. E’ normale che lui si sia messo nelle mani dell’ agente. Piuttosto, visto che le lamentele riguardano il nostro pressing su Gigio, mi aspettavo che Raiola comprendesse la nostra esigenza di andare in ritiro sereni, e facesse il possibile per trovare una soluzione ottimale”.

L’amministratore delegato rossonero sorride anche dinanzi alla parola ‘mobbing’ perché non è di questo che si è trattato. A tal proposito, infatti, ha detto semplicemente che il Milan ha telefonato diverse volte sia Donnarumma sia la famiglia per fargli sentire l’amore e l’importanza che avrebbe avuto nel nuovo corso rossonero. Pertanto Raiola ha ancora una volta usato solo un pretesto per giustificare le sue azioni. Poi la spiegazione allo scontro tra l’agente e Mirabelli: “Se lui attacca Mirabelli, attacca tutto il Milan. Quindi la dichiarazione di guerra è la sua. La verità è che Raiola va contro Mirabelli perché vuole scavare un solco all’ interno del Milan. Ma si sbaglia di grosso: io e Massimiliano lavoriamo insieme da anni e abbiamo un grande rapporto, quindi il giochino non funziona e non riesce. C’è stata discussione tra i due perché Mirabelli non è uno che scende a compromessi. E’ un professionista onesto, competente e leale. Non mi risultano minacce di non farlo giocare ma posso solo dire che nell’ incontro di Montecarlo, dove era presente anche Gigio, magari i toni si sono un po’ inaspriti. Ma devo anche dire che noi in quell’occasione abbiamo portato loro una proposta economica molto importante, che li aveva sorpresi positivamente. Ecco perché ero ottimista che avrebbe prevalso il sì. A Gigio ho anche detto: ‘Pensaci un attimo, se rinnovi ti ritrovi diecimila persone sotto la sede’ “.

Intervista Fassone, l’ad è pronto a riabbracciare Donnarumma

Poi le parole che ogni tifoso in cuor suo vorrebbe sentire: “Gigio lo amiamo tutti e abbiamo provato a trasferirgli il sentimento in ogni modo. Le dirò di più: il Milan ancora oggi sarebbe pronto a riaccoglierlo a braccia aperte. Anche i tifosi più incavolati”. Un riavvicinamento, dunque, non è escluso. Un concetto, se pur timidamente, espresso anche da Raiola nella sua intervista. La frattura c’è ma non è insanabile. Il super agente infatti ha detto che nulla è irreversibile tranne la morte, pertanto qualora ci fosse un ravvedimento sarebbe pronto a sedersi nuovamente a tavolo con il Milan. Sintomo questo che, conferma, in parte le parole di Fassone: “Donnarumma non è così convinto del rifiuto perché lui effettivamente ama il Milan”. Fassone, inoltre, ha detto che ci vuole etica nel lavoro, cosa che non c’è stata perché non c’è stata affatto disponibilità di ascoltare la proposta. Fermo restando che sarebbe un diritto ma non dimenticando la riconoscenza. Nessun altro club, infatti, per quanto forte avrebbe mandato in campo un ragazzo di 16 anni (per questo gran parte del merito è di Mihajlovic). L’amministratore delegato, prima di concludere l’intervista con la Gazzetta dello Sport si è detto molto amareggiato per le minacce pervenute a Donnarumma anche se il tutto deriva solo dal dispiacere causato dal mancato rinnovo di un grande beniamino per quanto giovane. Passa poi la palla alla famosa affermazione, mai detta, di far finire Donnarumma in tribuna o in panchina: “Noi stiamo cercando un altro portiere potenzialmente titolare, forte, in modo che l’ allenatore non rischi di trovarsi con un giocatore con la testa da un’ altra parte. Ma le gerarchie le stabilisce Montella, se lo facessimo noi invaderemmo le sue competenze. Non c’ è alcuna preclusione per vedere Donnarumma titolare, l’ equazione permanenza-panchina va smontata”. Sottolineando, comunque un concetto importante: “Il Milan di certo perde un portiere forte, e lo perde anche in termini economici (il danno è di almeno 100 milioni di euro). Però la vicenda ha cementato il rapporto fra club e tifosi, che è basilare: non tutti i mali vengono per nuocere”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.