Cessione Genoa, Preziosi cerca nuovi acquirenti

Preziosi cerca nuovi investitori per il Genoa

Il calcio è in una fase evolutiva importante. Ci sono società che stanno provando ad ottenere tutti i permessi necessari per poter costruire uno stadio di proprietà, come la Roma, la Fiorentina e il Cagliari. Ce ne sono altre che, invece, sono alle prese con la vendita della società, cosa già avvenuta per il Palermo o in fase di trattativa con il Milan e per finire arriviamo alla cessione del Genoa.

Quest’ultima a differenza della società di via Aldo Rossi sembra essere più una richiesta dei tifosi, sentitisi presi in giro da Enrico Preziosi accusato di non volere il bene della società, vendendo in fase di calciomercato i giocatori simbolo senza, però, trovare i giusti ricambi.

Ultime cessione Genoa, Preziosi cerca nuovi acquirenti

Dopo la pesante sconfitta del Genoa per mano del Pescara è iniziata la dura contestazione nei confronti di Preziosi da parte dei tifosi rossoblu che a gran voce hanno chiesto la cessione Genoa. Ormai il rapporto tra il tifo organizzato Grifone e lo stesso patron rossoblu sembra essersi incrinato del tutto senza speranza di poter risanare la situazione. Ciò ha fatto sì che Preziosi si mettesse subito in moto alla ricerca di un nuovo proprietario e tra voci fantasiose o meno, ad oggi non c’è stata mai alcuna notizia rilevante. Il club nei giorni scorsi è stato accostato ad imprenditori provenienti dalla Cina, dagli USA, dagli Emirati Arabi, passando per l’imprenditore calabrese Giovanni Calabrò e l’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini.

Stando invece ad indiscrezioni raccolte da Carlo Festa, giornalista de Il Sole 24 ore, l’unica verità sulla cessione del Genoa sta nel fatto che Preziosi è alla ricerca di nuovi acquirenti e si sarebbe già affidato a due consulenti come KPMG e Lazard per trovare investitori interessati all’acquisto del Genoa. Il tutto procede in attesa di conoscere il bilancio 2016 dopo che quello precedente è stato chiuso con un passivo di 10,5 milioni di euro mentre le pendenze col Fisco ad oggi ammontano a circa 40 milioni di euro da pagare, però, in 3 anni.

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