Champions League, crollo Juventus: i bianconeri non sanno vincere in Europa

Il Real Madrid batte la Juventus

Il giorno della tanto attesa finale di Champions League è finalmente arrivato. Il risultato al termine dei 90 minuti parla però chiaro. Juventus-Real Madrid 1-4. Un risultato per molti inaspettato se si considera il percorso della stagione bianconera. Sembrava potesse essere tutto perfetto questa volta. Alzi il dito chi pensava di rivivere lo stesso copione visto nel 2015 a Berlino. Quella volta l’avversaria era il Barcellona.

In sede di calciomercato, la squadra bianconera è stata costruita proprio per poter alzare al cielo la Champions League. Ovviamente da aggiungere al Campionato e alla Coppa Italia. Una debacle, comunque, inspiegabile. Troppo riduttivo dare la colpa ai singoli episodi. Il Real Madrid, salvo i primi 15 minuti di gioco, ha dominato in lungo e in largo e il risultato è tutt’altro che bugiardo, specie se si guarda la seconda frazione di gioco quando i bianconeri sembrano esser rimasti mentalmente negli spogliatoi.

Champions League, Juventus allergica alle finali

Con la finale di Cardiff al Millennium Stadium, la Juventus ha perso la sua settima finale di Champions League su nove disputate. Le ultime cinque di fila: Atene, Amsterdam, Manchester, Berlino e per l’appunto Cardiff. Una situazione quasi inspiegabile se si considera la reale forza della squadra bianconera. Ovviamente ogni finale fa testo a se ma sembra quasi che la Juventus crollasse mentalmente nei momenti che contano. Tutti concordi nel dire che tra il 2015 e il 2017 gli avversari sono stati Barcellona e Real Madrid. Ma come si può spiegare la sconfitta ad esempio contro l’Amburgo, il Borussia Dortmund e il Milan? Soprattutto le due squadre tedesche erano a portata di mano. Eppure anche in quei casi si parla di debacle bianconera.

Potremo stare qui a parlare per ore provando a capire cosa va e cosa non va. Resta il fatto che la stagione della Juventus è stata straordinaria con due trofei in bacheca. Un punto di partenza, dunque, per riprovarci anche nella prossima stagione, magari sperando in una miglior sorte e rafforzando ulteriormente anche la cosiddetta mentalità europea. Lo spessore internazionale delle squadre, infatti, lo si nota soprattutto quando si è messi alle strette. Magari evitando di staccare la spina com’è accaduto nel secondo tempo di Juventus-Real Madrid, quando i merengues sono andati in rete per tre volte annientando la squadra di Allegri che si è dissolta inesorabilmente senza accennare ad alcuna reazione.

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