Claudio Ranieri esonerato: l’ingratitudine verso un uomo perbene

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Il più ingrato di tutti è chi dimentica. Ciò che è successo a Claudio Ranieri nelle ultime ore fa capire, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che a pagare – nel mondo del calcio – è sempre l’allenatore. Poco importa se il tecnico romano ha portato alla vittoria del titolo in Premier League una squadra data per spacciata ad inizio stagione. Poco importa se mister Ranieri è unanimemente riconosciuto come uomo perbene, professionista integerrimo e persona dalla grande umanità. La riconoscenza nel pianeta calcio non ha più ragion d’essere. E sarà sempre peggio.

Leicester, Claudio Ranieri esonerato: scelta sbagliata nel momento peggiore

Optare per l’esonero di Ranieri a cavallo tra la partita di andata e ritorno della Champions League potrebbe rivelarsi un vero e proprio suicidio sportivo. Le Foxes, infatti, sono ancora pienamente in corsa per i quarti di finale. Il 2-1 acciuffato in casa del Siviglia permette a Vardy e compagni di continuare a sperare nel passaggio del turno. Non male per una squadra alla sua prima partecipazione nella massima competizione europea. In Premier, invece, nonostante le mille difficoltà, le vulnerabilità difensive e una classifica precaria il Leicester è ancora in piena corsa per la salvezza. Un obiettivo per il quale, con ogni probabilità, il presidente avrebbe apposto la firma solo un anno e mezzo fa. La scelta di licenziare Ranieri potrebbe, dunque, rivelarsi un vero e proprio azzardo. Ad ogni modo, a parlare sarà come sempre il campo.

Esonero Ranieri, le reazioni di Mourinho e Conte

A voler spendere parole al miele per l’allenatore di Testaccio ci hanno pensato anche Josè Mourinho, in contrasto con Ranieri nella sua esperienza italiana, e Antonio Conte. Il tecnico del Manchester United ha così parlato: “Il mio post su Instagram era un piccolo omaggio a chi ha scritto la più bella storia della Premier League. Meriterebbe che lo stadio del Leicester si chiamasse ‘Claudio Ranieri Stadium’”. Un vero e proprio attacco alla società inglese di Mou, che rincara la dose dicendo che “se dovessero essere confermate le voci sul motivo del suo esonero, diventerebbe ancora più difficile trovare parole per un comportamento tanto ingiustificabile”. Parole dure anche quelle di Conte, il quale si schiera senza se e senza ma dalla parte di Ranieri: “Sono molto triste, mi dispiace perché prima di tutto Ranieri è un amico, un vero gentiluomo e un bravo manager. Non l’ho ancora chiamato perché immagino il momento che sta attraversando. Ma senza dubbio lo sentirò nei prossimi giorni. Quella del Leicester è stata una decisione davvero dura ma se davvero sono stati i giocatori a condizionarla beh, non mi piace. E’ una mancanza di rispetto per l’allenatore e il suo lavoro ma soprattutto è il segnale di un club fragile, non forte”.

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