Genoa-Lazio, Cataldi ripudiato dai tifosi: la Curva Nord non lo vuole più a Roma

Cataldi rinnegato dalla Curva Nord

La 32a giornata di Serie A da calendario ha proposto anche Genoa-Lazio. La partita si è chiusa con il risultato di 2-2 per la gioia della squadra Grifone. Tutto sembrerebbe essersi svolto regolarmente senza la registrazione di incidenti. Il match è stato piacevole da vedere anche se i biancocelesti non sono riusciti ad approfittare dei pareggi delle squadre inseguitrici.

Sicuramente se la Lazio fosse riuscita a vincere sarebbe stato tutto più semplice. Il pareggio, però, ha fatto notare particolarità che in altre situazioni nessuno avrebbe fatto mai caso. Danilo Cataldi, infatti, si è reso protagonista di un episodio non spiacevole ma poco gradito dai tifosi della Lazio.

Ultime Genoa-Lazio, Cataldi fa infuriare i tifosi biancocelesti

Al gol del 2-1 a favore del Genoa, per la Lazio è arrivato più di una spiacevole notizia. La prima inerente la rete del vantaggio Genoa, la seconda relativa il gol dell’ex Pandev. Per finire l’episodio su cui la Curva Nord ha deciso di non lasciar correre, l’esultanza di Cataldi. Il ragazzo classe ’94 in prestito ai rossoblu, al gol del vantaggio firmato dal macedone Pandev ha esultato. Il più scontato e naturale dei gesti. Se non fosse che la Curva Nord non ha per niente preso bene la cosa. Nel prosieguo della partita Cataldi è stato fischiato ad ogni tocco di palla. Oggi, invece, è arrivata una lettera che sancisce l’inizio di una ‘guerra’ tra parte della tifoseria biancocelesti e lo stesso giocatore.

Parole dure della Curva Nord che lasciano davvero poco spazio all’immaginazione e che fa pensare al futuro di Cataldi lontano dalla Lazio. Ecco il contenuto della lettera: “Caro Danilo compimenti per il fantastico atteggiamento tenuto da te e dalla tua futura moglie al gol di un giocatore che ci infanga e ci disprezza da anni. Riteniamo che sia un insulto alla Lazio e ai suoi tifosi, da una persona, come te, che si è sempre dichiarata laziale. Ti auguriamo una lunga permanenza a Genova perché ora, nella Lazio, per uno come te non c’è più posto. Arrivederci e grazie”.

 

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