Milan, il padre fondatore del fair play finanziario non boccia i rossoneri

Yonghong Li in posa con il suo staff

Nonostante il closing raggiunto se pur dopo molteplici difficoltà e il calciomercato del Milan dal profilo alto dopo le ultime stagioni di magra, c’è ancora qualcuno che ha da ridire sull’operato della nuova società. Nel voler essere precisi c’è chi crede ancora che la nuova proprietà non esista. Il tutto alimentato anche da chi quotidianamente o a giorni alterni si diletta a far crescere nelle mente del tifoso impaurito o più scettico, dubbi di ogni natura.

Non è dato sapere cosa scatta nella mente di chi diffonde certe notizie, forse la voglia di tenere sempre alta la tensione. O meglio, c’è chi non ha mai creduto nel closing e per farsene una ragione continua nel sostenere determinate tesi aggrappandosi al motto: “C’è sempre chi mi segue”. Una degli ultimi dubbi alimentati e sostenuti a man forte per almeno una settimana è quello inerente le fideiussioni di Biglia e Bonucci, nonostante Fassone a tal proposito è stato chiaro chiaro e trasparente sin dall’inizio.

Notizie Milan, nessun problema con il Financial Fair Play

Tra i primi polveroni sollevati nei confronti del nuovo Milan, c’è quello inerente il fair play finanziario. Il tutto dovuto al fatto che il voluntary agreement presentato da Marco Fassone dovrà essere rivisto ad ottobre. Per il ‘gruppo della teoria del sospetto’ non poteva esserci notizia più bella. Così facendo, infatti, si può continuare a ‘sparlare’ gratuitamente fino a prova contraria (in perfetto stile fideiussioni). Proprio riguardo questa situazione, però, ha detto la sua l’economista Umberto Lago, professore all’università di Bologna, ma soprattutto uno dei padri del Financial Fair-Play dell’Uefa, col greco Mavroidis e il tedesco Franck.

Intervistato dalla Repubblica, Lago oltre a parlare di calcio a tutto tondo si è soffermato anche sul nuovo Milan precisando la situazione inerente il fair play: “Non c’è stata nessuna bocciatura nei confronti del Milan. Per il ritardo nel closing con la nuova proprietà i tempi di analisi dell’Uefa erano stretti. Il dossier verrà ripresentato dopo la pausa estiva e il mercato, in un periodo più adeguato per l’istruttoria. Il Milan dovrà dimostrare la continuità del business plan per 4 stagioni. La prima è libera e la campagna acquisti senza restrizioni. Le spese non sono state azzardata se il business plan sarà credibile. Per evitare sanzioni finanziarie o sportive, il Milan deve portare il bilancio in equilibrio in 4 anni, incrementando i ricavi. Nel piano potrebbero essere inseriti obiettivi: se incrementi gli stipendi più di un tot, scatta la sanzione. Ma le spese per la Champions rientrano nella logica di chi investe“.

Prima di concludere Lago ha tranquillizzato tutti anche riguardo le indagini sulla nuova proprietà: “L’Uefa ha facoltà di richiedere chi sia l’ultimate owner, il beneficiario finale. Credo che sia già stato chiarito dalla Figc”. Se non chiude il polverone sollevato, forse, per il gusto di parlare di un argomento scontato e scottante, Lago con le sue parole ha quanto meno potuto tranquillizzare i tifosi più timorosi o scettici.

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