Milan, Inzaghi accusa Berlusconi: ‘Non mi ha dato gli uomini per vincere’

pippo inzaghi allenatore del venezia neo promosso in serie b

La promozione in Serie B con il suo Venezia è praticamente acquisita. Questo mette Filippo Inzaghi tra gli allenatori del momento. Tuttavia, nonostante il periodo positivo, Super Pippo non dimentica i suoi trascorsi al Milan da allenatore e ha qualcosa da ridire a chi è stato Presidente fino a poco meno di un mese fa, Silvio Berlusconi.

Domani, sabato 6 maggio, alle ore 23:15 sul canale satellitare Sky Supercalcio HD va in onda il programma “I Signori del Calcio”. Nel corso dell’intervista che, per intero sarà visibile domani anche grazie a Sky On Demand, Inzaghi oltre che della straordinaria stagione del suo Venezia ha parlato anche della sua esperienza in rossonero nelle vesti di allenatore.

Notizie Milan, Inzaghi accusa Berlusconi per non avergli garantito una squadra adeguata

Il Leone è ferito ma non si arrende. Questo verrebbe da dire pensando all’esperienza di Inzaghi al Milan. Tra i diversi argomenti toccati era inevitabile arrivare alla sua prima esperienza da allenatore professionista. L’allenatore del Venezia è riconoscente a Berlusconi così come a Galliani. Infondo il Milan per ben 15 anni è stata la sua famiglia calcistica. Inzaghi crede, infatti di esser uscito fortificato dalla sua prima annata da allenatore. Essere sulla panchina del Milan al momento è difficile per tutti. Lo è stato per Allegri, per lui, per Mihajlovic così come lo sarebbe potuto essere per chiunque. Nelle difficoltà, però, emergono le qualità. Ecco perché Inzaghi non si è arreso e ha continuato il suo cammino da tecnico. Partire dalla Lega Pro con il Venezia, con un progetto nuovo e valido è uno stimolo in più oltre che formativo.

Nonostante le belle parole avute ad inizio intervista, Inzaghi ha anche attaccato Berlusconi. L’ex numero 9 rossonero ha detto: “Il Milan mi aveva già dato tanto, mi aveva fatto comunque allenare il Milan, io ero un allenatore giovane, avevo già fatto bene negli allievi e nella primavera, per cui poteva anche non darmi questa possibilità. Io vado avanti per la mia strada, non mi piace guardare indietro. Per me è stata un’annata fortificante, sotto tutti i punti di vista, anche per le mie convinzioni. Per cui, mi sono rimesso in gioco, sapevo che se avessi trovato un ambiente giusto, che mi avesse fatto lavorare come facevo negli allievi e in primavera, mi avesse fatto lavorare nel mio staff, mi avesse dato il modo di trasmettere le mie idee e le mie convinzioni, probabilmente sarei tornato a vincere. Poi, è stato così e sono contento, ma io vado avanti per la mia strada”.

Il passaggio chiave della ferita ancora aperta con il Milan è in queste parole: “Nelle grandi squadre non c’è pazienza, ma è normale che sia così. Quello non era un Milan che poteva vincere, non avevamo uomini per vincere. Le aspettative del presidente erano quelle di vincere, ed era impossibile. Però questa è una scelta sua, io non ho problemi”. Inzaghi infondo, spera di poter tornare sulla panchina rossonera un giorno, in una società più sana. Ora, però, bisogna pensare al presente. Bisogna diventare grandi e finire un percorso che in questa stagione ha portato già il double con le aspettative di vincere il triplete.

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