Piatek ai microfoni di Foot Truck: “Non è facile adattarsi al gioco di Giampaolo”

MILAN, ITALY - FEBRUARY 22: Krzysztof Piatek of AC Milan celebrates after scoring the opening goal during the Serie A match between AC Milan and Empoli at Stadio Giuseppe Meazza on February 22, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Krzysztof Piatek ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Foot Truck soffermandosi sull’attuale situazione del Milan ed in particolar modo sul nuovo stile di gioco di Giampaolo.

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Queste le parole rilasciate dall’attaccante all’emittente polacca: In partite ufficiali non ho segnato in media solo ogni partita e mezza. Dopo la preseason non ero pronto fisicamente come sono adesso. Non ero fresco per la partita contro l’Udinese. Non è facile adattarsi al gioco di Giampaolo. Dobbiamo conoscerlo, servirà del tempo. Il Milan è una squadra che vuole tenere la palla. Io credo che ogni tanto dobbiamo cercare giocate semplici e lanciare la palla avanti oppure dopo due tocchi cambiare gioco”. Inoltre continua sui difensori italiani: Ci sono state occasioni contro il Cesena in cui i difensori mi tenevano con entrambe le mani, quasi come in un combattimento. Per me è strano che gli arbitri in Italia proteggano più i difensori che gli attaccanti”. A questo punto il giornalista gli fa un po’ una domanda scomoda chiedendogli se per caso avesse avuto fortuna lo scorso anno, subito arriva la sua risposta: “Non la vedo in questo modo. Se segni 30 gol in 48 partite non sei fortunato. Se segni otto gol in cinque o sei partite potresti aver avuto fortuna ma non è stato così”. Ovviamente arriva anche la battuta sul numero 9: Giampaolo mi ha detto scherzosamente che le persone prendono sul serio queste cose. Nell’ultima partita contro il Brescia quando la palla ha attraversato la linea, i giocatori hanno scherzato con me nello spogliatoio dicendomi ‘Perché questo 9? Cambialo’ ma ho sempre voluto giocarci”. Infine arriva la domanda su che tipo di attaccante si riconosce: “In Italia dicono che sono il tipico rapace d’area che è sempre in agguato ma le statistiche non confermano questo. Tocco spesso la palla e gioco per la squadra ma le persone dicono che devo migliorare nel mio lavorare fuori dall’area”.