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Napoli-Osasuna in amichevole: cosa ci dice questa partita sulla squadra di Conte

Nadia Fossatidi Nadia Fossati· 05/08/2026 17:03
Napoli-Osasuna in amichevole: cosa ci dice questa partita sulla squadra di Conte

Terzo collaudo estivo per il Napoli, atteso al Teofilo Patini di Castel di Sangro per misurarsi con l’Osasuna. Un’amichevole che, per una squadra a due settimane dall’esordio in Serie A, vale come verifica strutturale: condizione fisica, sincronismi tra reparti, capacità di adattarsi a un avversario con sistema diverso. È il tipo di test che evidenzia compattezza, distanze corrette e qualità delle prime e seconde pressioni.

Contesto del test e informazioni utili

Il confronto è fissato alle 18:30 e verrà trasmesso in pay-per-view su DAZN, Sky Primafila (canale 251) e OneFootball al costo di 9,99 euro. Il Napoli arriva da due risultati opposti: sconfitta 3-1 con l’Arezzo e vittoria 2-0 sulla Carrarese. La sequenza dice che la squadra ha già affrontato una partita sporca e una più lineare: il match con l’Osasuna aggiunge complessità perché oppone un 3-5-2 strutturato a un 4-3-3 di principio, creando duelli asimmetrici in ampiezza.

L’aspetto extra-campo ancora rilevante è la posizione di Romelu Lukaku: non si è presentato al ritiro e la cessione è indicata come praticamente certa, con offerte da Turchia, Arabia Saudita e MLS (Atlanta United in trattativa). Il dato incide sulla pianificazione offensiva: chi scende in campo oggi sa che la gerarchia in avanti è aperta e che ogni minuto pesa nella definizione dei ruoli.

Probabili formazioni e punti di contatto

Il Napoli è atteso con un 4-3-3: Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Marianucci, Olivera; Anguissa, Lobotka, Vergara; Politano, Hojlund, Alisson Santos. In panchina la voce tecnica è quella di Massimiliano Allegri. L’Osasuna di Ramis dovrebbe rispondere con un 3-5-2: Herrera; Arguibide, Catena, Santos; Benito, Muñoz, Moncayola, Auría, Morales; Barja, García.

Due strutture che si incastrano in modo didattico: il Napoli costruisce a quattro e occupa i mezzi spazi con interni e ali, l’Osasuna difende con un quinto che scivola e con i due attaccanti pronti a schermare il mediano avversario. Il primo tema, quindi, è l’uscita pulita sul vertice basso azzurro.

VoceNapoli (4-3-3)Osasuna (3-5-2)
Struttura di baseDifesa a 4, tre centrocampisti in lineaTre centrali, esterni a tutta fascia
Primo costruttoreRegista davanti alla difesaMezzali sulle linee di passaggio
Attacco profonditàPrima punta attacca centraleDue punte alternano smarcamenti
AmpiezzaTerzini e ali alternano sovrapposizioneQuinti fissano larghezza

Uscita dal basso e rifinitura: le linee guida

Con il 3-5-2 avversario, l’uscita dal basso del Napoli richiede precisione nelle altezze dei terzini. Se Di Lorenzo e Olivera restano bassi, i due attaccanti di Osasuna possono schermare sia i centrali sia il regista. La soluzione tipica è creare una superiorità 3+1: uno dei terzini entra dentro il campo, il regista si smarca dietro la prima pressione e uno dei mezzali accorcia a sostegno. Il tempo del passaggio verticale va coordinato con il movimento a fisarmonica di Politano e Alisson Santos: uno viene incontro per fissare il quinto, l’altro attacca la porzione cieca dello stesso quinto.

In rifinitura, l’ampiezza deve essere funzionale, non ornamentale: alle ali è chiesto di ricevere sul piede forte quando si cerca cross immediato, sul piede debole quando si mira a convergere per il tiro o per il terzo uomo. La definizione di “terzo uomo” indica il giocatore che riceve dopo due passaggi consecutivi attrattivi e libera la giocata in zona luce. Per chi studia il gioco, è una catena da riconoscere al volo.

Non possesso e transizioni: come si organizza la riaggressione

Nelle amichevoli la transizione negativa (la fase immediatamente successiva alla perdita del pallone) è spesso l’indicatore più sincero della gamba e della lucidità collettiva. Il Napoli dovrà accorciare immediatamente con l’interno lato palla e il terzino, accettando l’1 contro 1 esterno se necessario. La prima pressione della punta centrale su uscita a tre dell’Osasuna deve orientare verso il lato “chiuso”, dove la linea laterale funge da difensore aggiunto.

La gestione della linea del fuorigioco richiede coordinamento dei quattro dietro: si torna alla norma cardine, la Regola del fuorigioco. L’allineamento dei centrali deve essere guidato dal corpo del portatore avversario: se l’Osasuna consolida sul quinto, la linea sale per comprimere gli spazi tra le linee; se trova la mezzala tra le linee, il mediano del Napoli deve scivolare in copertura preventiva, disinnescando la ricezione fronte alla porta.

Focus sul portiere e sul reparto arretrato

Dal punto di vista del portiere, la partita offre due compiti chiari. Primo: postura aperta in costruzione, con piede d’appoggio leggermente dietro la palla per poter cambiare lato immediatamente senza telegrafare la giocata. Secondo: gestione delle uscite alte su cross dei quinti avversari; la zona ottimale per l’uscita è tra il dischetto e l’area piccola, con chiamata forte e anticipo in salita.

Consiglio pratico per giovani portieri: allenare la “spinta 2+1” nei cambi direzione. Due passi rapidi di caricamento e uno di trasferimento prima dello stacco. In gara, questo dettaglio fa la differenza nel conquistare la traiettoria sporca che cade dietro il primo palo.

Mezzo campo: regia, ampiezza controllata e tempi di pressione

Il vertice basso ha il compito di dare pulizia e ritmo. Contro un 3-5-2 che schermatura centrale, è utile alternare conduzione progressiva (portare palla per attirare il mediano avversario) e scarico corto per poi ricevere alle spalle della prima pressione. Lobotka, per profilo, è il riferimento naturale di questa zona; a chi occupa il ruolo si chiede anche un primo contrasto “di contatto” nelle transizioni, senza cercare l’anticipo a rischio campo aperto.

Gli interni, Anguissa e Vergara nel probabile disegno, devono dare due letture complementari: uno si butta dentro a riempire l’area sul lato debole quando l’azione si sviluppa in fascia opposta; l’altro si posiziona a sostegno per proteggere la riaggressione. In fase di non possesso, il primo trigger di pressione resta il passaggio indietro del centrale esterno di Osasuna: è lì che l’interno lato palla può alzarsi per indirizzare verso l’errore.

Attacco: profondità, smarcamenti e conclusione

La prima punta, Hojlund nel 4-3-3 previsto, è chiamata ad attaccare l’ultimo difendente con corse diagonali per aprire la tasca centrale a chi arriva da dietro. Il rapporto con i cross è cruciale: contro una linea a tre, il cross arretrato sul secondo palo, tagliato a mezza altezza, è spesso più produttivo del cross profondo sul primo. Le ali devono occupare i mezzi spazi nei momenti di possesso consolidato per portare i centrali avversari fuori asse e liberare il corridoio per il taglio della punta.

Per chi desidera migliorare nella finalizzazione: curare l’angolo d’impatto sul pallone nelle conclusioni a incrociare. Un piede d’appoggio a 35-45 gradi rispetto alla direzione della porta consente di piegare la traiettoria senza perdere potenza utile.

Cosa aspettarsi dall’Osasuna

L’Osasuna con il 3-5-2 promette densità centrale e ripartenze verticali. I quinti sono la vera valvola: se il Napoli concede troppa libertà nell’uno contro uno esterno, arriveranno cross dal fondo o cambi gioco rapidi sulla mezzala opposta. Per questo, il raddoppio codificato del terzino con l’interno è una necessità, non un’opzione. In costruzione bassa avversaria, è probabile l’uso del terzo centrale per attirare la punta e liberare il corridoio per la mezzala: diventa fondamentale lo scaglionamento dei centrocampisti azzurri, con una distanza di sicurezza che eviti di farsi attrarre tutti palla.

Discipline di gara e controllo degli episodi

Anche quando l’arbitraggio in amichevole privilegia la continuità, la gestione degli episodi resta formativa. Il comportamento sulla linea difensiva in area, soprattutto con blocchi e incroci sui calci piazzati, deve rispettare principi chiari per ridurre il rischio di falli ingenui. In campionato la tecnologia di supporto come la VAR amplifica l’importanza dei dettagli sulle trattenute: abituarsi fin da ora a marcature “pulite” riduce future penalità.

Implicazioni di mercato e gerarchie interne

La situazione di Lukaku incide sulle letture immediate e sulla costruzione del reparto avanzato. Con la cessione indicata come praticamente certa e il quadro di offerte noto, chi parte oggi avrà opportunità di guadagnare posizioni nella rotazione. Le amichevoli servono anche a questo: testare combinazioni tra esterni e centravanti, tarare sincronismi sui cross, misurare quanti uomini portare stabilmente dentro l’area a palla laterale.

Obiettivi tecnici a breve termine

A due settimane dall’esordio in Serie A, il Napoli deve cercare risposte in tre aree: equilibrio nelle transizioni, pulizia nella prima costruzione, pericolosità costante negli ultimi 20 metri. L’Osasuna, con il suo 3-5-2, è un banco di prova funzionale perché costringe a velocizzare i tempi di uscita e a leggere bene la postura del quinto avversario. Un passo avanti in ciascuna di queste tre aree segnerebbe la rotta per l’inizio di stagione.

Cosa guardare, reparto per reparto

  • Portiere: tempi di uscita sulle palle alte e qualità del primo controllo orientato in costruzione.
  • Difesa: scala delle marcature centrali, scelta tra accorciare e scappare sulla palla scoperta.
  • Centrocampo: alternanza tra conduzione e passaggio breve del regista, prontezza della riaggressione.
  • Attacco: coordinazione tra ala e terzino in ampiezza, attacchi all’area sincronizzati con il cross.

Chi guarda per imparare troverà qui un compendio delle letture fondamentali: come si crea superiorità, come si determina il lato forte e come si proteggono le seconde palle. L’amichevole, per definizione, concede margine di errore; per una squadra che punta a strutturarsi, l’obiettivo è ridurre al minimo gli errori ripetuti.

In sintesi operativa

Il confronto con l’Osasuna misura il grado di affidabilità del 4-3-3 del Napoli contro un 3-5-2 organizzato. Le variabili chiave sono: uscita pulita dal primo possesso, gestione della corsia esterna contro i quinti, riempimento intelligente dell’area. Se le risposte saranno coerenti, Allegri potrà considerare il gruppo sulla rotta giusta verso l’esordio.

Nadia Fossati
Nadia Fossati

Nadia, ex portiere dilettante, scrive sul calcio per passione dopo aver allenato giovanissimi portieri. Offre suggerimenti diretti a chi vuole imparare le regole di gioco e migliorare le proprie capacità tecniche, raccontando aneddoti dal campo.