CalcioNewsWeb.itPassione, regole e consigli sul calcio italiano

Qual è il miglior orario per allenarsi a calcio? Momento della giornata consigliato per massimizzare i risultati

Alberto Taorminadi Alberto Taormina· 10/08/2026 09:11
Qual è il miglior orario per allenarsi a calcio? Momento della giornata consigliato per massimizzare i risultati

La domanda torna puntuale negli spogliatoi e nei gruppi chat: qual è il momento migliore della giornata per allenarsi a calcio? La risposta non è un orario fisso, ma un incrocio tra biologia, abitudini e obiettivi. Te lo dico da ex dilettante che ha cambiato più orari che scarpini: il “quando” influisce sul “come” ti muovi, su quanto recuperi e su quanta qualità metti nella palla successiva.

Cosa cambia nel corpo tra mattina e sera

Il tuo organismo segue il ritmo circadiano, una sorta di metronomo interno che regola temperatura corporea, ormoni e prontezza neuromuscolare nell’arco delle 24 ore. È come il traffico di una città: ci sono ore di punta e ore tranquille, e muoversi bene dipende anche da quando imbocchi la strada.

Di solito la temperatura corporea, alleata della coordinazione, cresce nel pomeriggio; al mattino la rigidità è maggiore, ma la mente è più fresca. Il picco di forza e potenza tende a emergere a metà-tardo pomeriggio, mentre la sera spiccano la socialità e la capacità di “staccare” dallo stress.

Non dimenticare il contesto: stagione, clima, luce naturale e quanto hai dormito. Un 5 contro 5 alle 13 d’agosto non è la stessa cosa di un possesso palla alle 18 di ottobre.

Allenamento al mattino: partire forte senza farsi male

La mattina piace a chi vuole costanza e campo libero. Se ti alleni presto, riduci gli imprevisti della giornata e mandi un segnale chiaro alla testa: oggi si lavora sulla qualità. È un orario ottimo per tecnica individuale, prevenzione infortuni e richiami aerobici leggeri.

Pro: ambiente tranquillo, concentrazione alta, senso di routine positivo. Contro: muscoli e tendini più “freddi”, rischio di strappi se salti il riscaldamento, glicogeno non al massimo se arrivi a digiuno.

Cosa fare? Pensa al warm-up come a scaldare l’auto in inverno: 12-15 minuti di mobilità, attivazione glutei, skip progressivi, poi inserisci rapidità e conduzione palla. Colazione leggera 60-90 minuti prima (yogurt e fiocchi d’avena, o pane e uovo se lo tolleri), e idratazione puntuale. Sessioni ideali: tecnica, torelli, lavori aerobici in zona facile, core e propriocezione.

Pomeriggio: la “golden hour” della performance

Tra le 16 e le 19 molti atleti sentono il corpo “girare” meglio. Coordinazione, velocità di reazione e potenza beneficiano della temperatura interna più alta. Non a caso, tante sedute di squadre giovanili ed élite si tengono in quest’arco.

Se vuoi spingere su sprint, cambi di direzione, finalizzazioni in velocità o piccoli giochi di posizione ad alta intensità, il pomeriggio è spesso il terreno giusto. La qualità dei gesti tecnici sotto fatica tende a rimanere più stabile rispetto alla mattina.

Attenzione però al caldo in estate: pianifica più pause idriche, integra con sali se sudi molto e sfrutta l’ombra per le esercitazioni statiche. Funziona come quando organizzi una gita: se sai che farà caldo, sposti le tappe più dure all’inizio o alla fine.

Sera: quando la testa scarica e il gruppo si compatta

La sera è l’appuntamento classico dei dilettanti: lavoro, famiglia e poi campo. Lì trovi il valore sociale del calcio: squadra unita, chiacchiere, il test più simile a un match vero. Anche molte partite amatoriali si giocano in notturna, quindi allenarti in quest’orario aiuta a riprodurre le sensazioni della gara.

Pro: motivazione alta, spirito di gruppo, capacità di “staccare”. Contro: se finisci tardi e spingi forte, puoi disturbare il sonno; il recupero si accorcia, soprattutto se la sveglia suona presto.

Soluzione? Chiudi la seduta almeno due ore prima di coricarti, inserisci un defaticamento serio (respirazione nasale, 5-7 minuti di corsa blanda, mobilità), poi cena con proteine magre, carboidrati complessi e verdure. Riduci caffeina dal pomeriggio e, se hai problemi di sonno, limita i picchi lattacidi nelle ultime 48 ore prima della partita.

Personalizza: età, ruolo, cronotipo e calendario

Non tutti reagiamo allo stesso modo. Sei “allodola” o “gufo”? Se al mattino ti senti subito lucido, puoi fare tecnica e richiami di forza. Se la tua energia spunta tardi, sposta i lavori più duri al pomeriggio/sera e tieni le mattine per mobilità e prevenzione.

I giovani (Under 15) digeriscono bene il pomeriggio, quando attenzione e coordinazione sono al top. I portieri? Beneficiano del pomeriggio per lavori esplosivi e lettura della traiettoria; la mattina resta perfetta per tecnica di presa e appoggi.

Considera anche il contesto del tuo campionato: molte competizioni organizzate dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio in ambito dilettantistico si giocano nel weekend al pomeriggio/sera. Allenarsi negli orari gara abitua il corpo a “accendersi” quando serve.

Come distribuire la settimana tipo

Hai due o tre sedute più partita? Ecco tre tracce, da adattare all’orario che preferisci.

Settimana con 3 allenamenti (gara domenica pomeriggio):

  • Lunedì sera: defaticante + mobilità + tecnica leggera. Se hai giocato domenica, fai scarico; se hai riposato, inserisci torelli e conduzione.
  • Mercoledì pomeriggio: sessione chiave. Forza in campo (sprint brevi, balzi controllati), poi possessi ad alta intensità e finalizzazioni.
  • Venerdì pomeriggio/sera: rifinitura. Rapidità, palla inattiva, 8-12 minuti di gioco a tema senza esagerare il carico.

Se ti alleni al mattino: sposta la sessione chiave a tarda mattina (10-12), cura un warm-up più lungo e integra bene la colazione. Se ti alleni tardi la sera: intensità alta massimo a metà settimana, più cura del sonno da giovedì in poi.

Mattina, pomeriggio o sera: a cosa abbinarli

Ogni orario ha un “menu” che digerisce meglio. Una semplice bussola può aiutarti:

  • Mattino: tecnica, coordinazione, core, prevenzione, aerobico leggero, video-analisi e briefing tattici rapidi.
  • Pomeriggio: forza sul campo, velocità, cambi di direzione, possessi intensi, conclusioni sotto pressione.
  • Sera: situazioni di gioco, partite a tema, palla inattiva, rifiniture e lavori mentali (routine pre-gara).

Pensa al corpo come a uno smartphone: al mattino cerchi stabilità e impostazioni; al pomeriggio spremi le prestazioni; la sera consolidi i dati senza scaricare la batteria.

Segnali del corpo: la tua checklist pratica

Non farti guidare solo dall’orologio. Ascolta i feedback:

  • Ti senti “di legno” al mattino? Allunga il warm-up e riduci gli sprint massimali.
  • Al pomeriggio la palla esce bene dal piede? Programma lì i lavori chiave della settimana.
  • Dormi male dopo le sedute serali? Anticipa l’allenamento o abbassa i picchi lattacidi, cura il defaticamento.
  • Crampi o cali bruschi con il caldo? Pianifica idratazione a orari fissi e test di integrazione salina.

Tenere un diario di 2-3 settimane con orario, RPE (fatica percepita), qualità tecnica e sonno vale più di mille teorie: in poche righe capisci dove rendi davvero.

Il verdetto: scegli il momento che mantiene qualità e continuità

Se cerchi una linea generale: il pomeriggio è spesso la finestra migliore per spinta neuromuscolare e precisione nei gesti. La mattina vince su organizzazione e tecnica pulita; la sera su motivazione e simulazione gara. Ma la regola d’oro è questa: il miglior orario è quello in cui riesci a garantire qualità, recupero e costanza, settimana dopo settimana.

Alla fine funziona come preparare un tiro a giro: serve angolo giusto, rincorsa adatta e impatto pulito. Trova il tuo angolo nella giornata, costruisci la routine, osserva i segnali. Il campo, poi, ti dirà se stai calciando all’ora giusta.

Alberto Taormina
Alberto Taormina

Alberto ha giocato in diverse squadre dilettantistiche e ha tenuto seminari su tattiche di base presso centri sportivi locali. Condivide per il magazine esperienze e suggerimenti pratici per chi inizia a scoprire il mondo del calcio.