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Retropassaggio al portiere con i piedi: perché questa infrazione è così comune

Sergio Mandellidi Sergio Mandelli· 18/08/2026 17:10
Retropassaggio al portiere con i piedi: perché questa infrazione è così comune

Il retropassaggio al portiere con i piedi è una delle infrazioni più frequenti nel calcio moderno, eppure molti spettatori faticano a comprenderla completamente. La regola esiste dal 1992 e vieta al portiere di raccogliere il pallone direttamente con le mani quando riceve un passaggio volontario dai piedi di un compagno di squadra. È un'infrazione sottile ma decisiva, che genera frequenti interruzioni di gioco e discussioni accese sugli spalti.

Cos'è esattamente il retropassaggio

Il retropassaggio al portiere con i piedi è un passaggio deliberato effettuato all'indietro dal calciatore verso il proprio portiere, che il portiere non può raccogliere con le mani.

La regola si applica in questi casi specifici:

  • Passaggio volontario con il piede di un compagno direttamente al portiere
  • Il portiere non può usare le mani per controllare il pallone
  • Se il portiere tocca il pallone con le mani, l'arbitro assegna un Calcio di punizione|calcio di punizione alla squadra avversaria
  • Il calcio di punizione viene battuto dal punto in cui è avvenuta l'infrazione

Perché questa regola è così comune negli errori

Le infrazioni per retropassaggio sono frequenti per diversi motivi tattici e tecnici.

La pressione del gioco moderno è la causa principale. Nel calcio contemporaneo, le squadre costruiscono dal basso con frequenza maggiore rispetto al passato. I centrocampisti e i difensori passano costantemente il pallone al portiere per guadagnare tempo o sfuggire al pressing avversario.

In situazioni di pericolo imminente, il passaggio al portiere diventa istintivo e automatico. Un giocatore pressato può perdere lucidità e retropassare senza riflettere, non considerando che il portiere avrà le mani bloccate.

La confusione con il passaggio di testa. Molti credono erroneamente che la regola vieti solo i passaggi con il piede. In realtà, un compagno può passare il pallone al portiere con la testa senza alcun problema: il portiere potrà raccoglierlo tranquillamente con le mani.

Questa distinzione genera spesso perplessità negli spettatori non esperti, che vedono il portiere raccogliere un passaggio con le mani e si chiedono perché non sia stata fischiata un'infrazione.

Gli scenari più ricorrenti

Ci sono situazioni specifiche dove il retropassaggio avviene più frequentemente.

Difesa sotto pressione. Quando la difesa è schiacciata in area, un difensore in difficoltà retropasserebbe istintivamente al portiere per mettersi in sicurezza, non rendendosi conto che il portiere non potrà usare le mani.

Costruzione dal basso. Squadre che amano impostare il gioco dal basso, specialmente con allenatori moderni, ricorrono frequentemente a passaggi orizzontali verso il portiere. Se il passaggio accidentalmente diventa un retropassaggio durante una ricostruzione veloce, scatta l'infrazione.

Rimessa laterale complicata. Dopo una rimessa laterale ricevuta dal portiere con i piedi, se questi riceve subito un retropassaggio, l'infrazione è virtuale ma possibile.

Transizione difensiva. Nel passaggio dalla fase offensiva a quella difensiva, quando il pallone torna improvvisamente verso il portiere, è facile commettere l'errore.

Come riconoscere l'infrazione

Per capire se davvero c'è stata un'infrazione, occorre verificare tre elementi fondamentali:

  1. Volontarietà del passaggio. Il giocatore deve aver passato intenzionalmente il pallone verso il portiere, non casualmente
  2. Direzione all'indietro. Il passaggio deve essere diretto verso la propria metà campo, non laterale
  3. Contatto con le mani. Il portiere non deve toccare il pallone con le mani una volta ricevuto il passaggio

Se il portiere tocca il pallone con i piedi o con la testa dopo aver ricevuto un retropassaggio, non c'è infrazione. L'infrazione scatta solo quando il contatto avviene con le mani.

Conseguenze e interpretazioni arbitrali

L'arbitro ha il compito delicato di riconoscere l'intenzionalità del passaggio, non l'accidentalità.

In sintesi: Il retropassaggio al portiere con i piedi genera calcio di punizione diretto per la squadra avversaria, battuto dal luogo dell'infrazione. Nel Regolamento del calcio|regolamento internazionale, è codificato come sanzione diretta per gioco pericoloso e violazione delle regole fondamentali.

Gli arbitri usano grande discernimento nell'interpretare la "volontarietà" del gesto. Un passaggio deviato da un avversario non è retropassaggio. Un retropassaggio accidentale dovuto a una deviazione inattesa è comunque infrazione, poiché conta l'intenzione originaria del passante.

Nel corso degli anni, le interpretazioni sono diventate sempre più rigorose, specialmente nei tornei professionistici europei dove il possesso palla dal basso è prassi consolidata.

Consigli per spettatori e giovani calciatori

Se giochi a calcio, ricorda sempre: retropassare al portiere con il piede significa creare un'opportunità per gli avversari. È una decisione tattica da valutare attentamente.

Se sei uno spettatore, osserva con attenzione il momento in cui il pallone viene giocato. Il retropassaggio è un'infrazione "oggettiva" quando si verifica: non dipende dall'interpretazione dell'arbitro quanto dalla chiarezza del gesto tecnico.

Questa regola, introdotta per aumentare il dinamismo del calcio e limitare i tempi morti, è diventata un elemento strategico cruciale della partita moderna. Comprenderla significa godere appieno dello spettacolo calcistico.

Sergio Mandelli
Sergio Mandelli

Sergio è cresciuto seguendo la squadra della sua città e ha maturato una profonda conoscenza delle regole arbitrali. Ha svolto per anni il ruolo di dirigente nei tornei regionali, offrendo consulenza a chi si avvicina al calcio anche come spettatore.