Infortuni in Nazionale, chi paga i calciatori? Ecco cos’è il FIFA Club Protection Program

Con il ripetersi degli infortuni durante la sosta per gli impegni delle nazionali, è tornata a trovar spazio una vecchia polemica del calcio: chi paga i giocatori che si infortunano con la propria nazionale? Come sono tutelati i club che “prestano” i propri giocatori – che sono a tutti gli effetti un patrimonio –  e che vedono alcuni di essi impossibilitati a giocare per giorni, settimane o addirittura mesi a seconda dell’infortunio?

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Lo strumento che il calcio si è dato per dirimere situazioni di questo tipo è il FIFA Club Protection Program. È una sorta di polizza assicurativa che è entrata in vigore all’inizio di Euro 2012 e che da quel momento indennizza, allo stesso modo e in tutto il Mondo, tutte le squadre che rilasciano giocatori per le partite della nazionale A elencate nel calendario delle partite internazionali, compresi i Giochi Olimpici.

Tale programma prevede un risarcimento per i club qualora uno o più calciatori impegnati con la propria nazionale subiscano una “disabilitazione totale temporanea” (TTD) a causa di un incidente. Non sono previsti invece indennizzi per le cure mediche, né per casi estremi come il decesso o eventuali invalidità permanenti. L’indennizzo è previsto per tutti i giocatori professionisti (non per i dilettanti, ndr) e per l’intero periodo in cui sono “rilasciati” alla Nazionale, inclusi allenamenti e trasferimenti.

L’entità del rimborso dipende dalla tipologia dell’infortunio e, in particolar modo, dalla lunghezza dello stesso. Il CPP garantisce infatti che la FIFA fornisca un risarcimento per le perdite subite dal club (stipendio del giocatore, sono esclusi i vari bonus da prestazione) durante il periodo in cui il giocatore non è disponibile per il suo rispettivo club. Resta il club a pagare lo stipendio, ma la FIFA rimborsa lo stipendio pagato al giocatore che ha subito un’infortunio con la propria nazionale e per questo non può allenarsi e giocare con il suo club. Il “premio assicurativo” – diciamo così – massimo è di 7.5 milioni di Euro.


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