UFFICIALE: Iker Casillas si ritira, il suo commovente saluto: “Grazie calcio, mi hai dato tutto”

Anche per una vera e propria bandiera del Real Madrid e del calcio spagnolo è arrivato il momento di dire basta: Iker Casillas, autentica colonna del Real Madrid dove ha passato gran parte della sua carriera, prima di chiuderla con la maglia del Porto, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo all’età di 39 anni, pochi giorni dopo aver vinto il campionato portoghese e la Coppa nazionale, pur non avendo disputato alcuna partita nella stagione 2019/20, dopo l’infarto che lo ha colpito lo scorso anno.

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Una bandiera blanca

Il suo nome è indissolubilmente legato al Real Madrid, società che lo ha fatto crescere come uomo e calciatore, sancendone la crescita per 25 anni: esordisce giovanissimo in prima squadra con la maglia dei blancos dove è diventato titolare dall’età di 18 anni, l’anno dopo ha vinto la Champions League (è recordman di presenze in Champions League (181) e nelle competizioni UEFA per club (188) ed è divenuto poco dopo titolare anche della Nazionale Spagnola, con il quale ha vinto da protagonista due edizioni dell’Europeo nel 2008 e2012 e un Mondiale nel 2010. A lungo è stato considerato tra i migliori esponenti del ruolo. Nel 2015 il “cordone ombelicale” con i madrileni si interrompe in maniera brusca ed è il Porto ad accoglierlo a braccia aperte.

Il saluto di Iker

“Oggi è uno dei giorni più importanti e difficili della mia vita sportiva: il momento di dire addio, esordisce così la lettera di saluto ai tifosi e compagni dell’ex portiere, che continua “L’importante è il cammino che stai percorrendo e le persone che ti accompagnano, non la meta a cui conduce, perché quella, con il lavoro e la fatica, viene da sola e penso di poter dire, senza esitazione, che è stato il cammino e la meta sognata. Oggi è uno dei giorni più importanti e per certi versi difficili della mia vita sportiva. E’ arrivato il momento di dire addio. Il mio percorso nel mondo del calcio è iniziato 30 anni fa, è stato lungo e, come ogni cammino, ha avuto momento buoni e altri meno buoni, gioie e dolori. In questo momento della mia vita, a posteriori, posso dire senza dubbio che ne è valsa la pena. Ho avuto la grande fortuna di potermi dedicare professionalmente a ciò che mi appassiona e mi rende felice: IL CALCIO. Ricordo quando ero bambino e iniziavo a giocare nei campi di terra del mio quartiere, Navalacruz, o nell’antica Ciudad Deportiva del Real Madrid, per poi arrivare a giocare negli stadi più importanti del mondo e tra loro, specialmente, quelli in cui si è sviluppata la mia vita professionale, il Santiago Bernabey e il Do Dragao. A guardami indietro, mi rendo conto di quanto sia stato fortunato per quanto ottenuto e non mi riferisco solo ai titoli, ma all’aspetto umano. Oggi è un giorno difficile, ma non triste. Mi considero fortunato ad essere arrivato sin qui e per quello che ho ottenuto…sono felice.Non voglio terminare senza dire grazie a chi mi ha accompagnato in questo viaggio: alla mia famiglia, per i sacrifici che hanno fatto affinché potessi arrivare dove sono arrivato e che mi hanno permesso di realizzare i miei desideri. Voi avete partecipato a tutto ciò che ho ottenuto durante la mia carriera. A mia moglie, i miei figli Martin e Lucas: grazie per il vostro appoggio, per tutte le ore che non ho potuto trascorrere al vostro fianco in questo ultimo periodo della mia sportiva. Senza dubbio al vostro fianco è tutto più facile. Ai miei club: il Real Madrid, dove ho passato una vita, mi hanno educato, mi hanno visto e fatto crescere, mi hanno inculcato i loro valori, mi hanno reso ciò che sono oggi.
Al Porto, per avermi accolto come ha fatto, per avermi insegnato a vedere le cose da un’altra propsettiva, per avermi dato l’opportunità di conoscere bene un club e una città che mi ha amato e sempre portato nel cuore. Sarete sempre parte di me. Ai presidenti dei club in cui ho giocato, per aver permesso di realizzare tutti i miei sogni.Ai miei compagni di squadra, senza di loro non avrei mai vinto nulla. Una squadra è la somma di tutti e ognuno dei suoi componenti rema insieme per raggiungere un obiettivo.
Ai miei allenatori, per aver avuto fiducia in me, avermi ascoltato e insegnato tutto. Ai ct delle differenti categorie della nazionale spagnola, per avermi convocato e permesso di formarmi nella squadra del mio paese e vincere i trofei più importanti. A tutti i tifosi delle squadre in cui ho giocato, per avermi appoggiato e accompagnato, ma anche per aver preteso il massimo per vedere la miglior versione di me stesso. A tutte le persone che hanno lavorato e lavorano nei club in cui sono stato, per rendere le nostra vita più facile.
Ai miei avversari e ai suoi tifosi, per il rispetto che mi hanno sempre trasmesso. Ai miei amici di una vita: per questo, per seguirmi tutta la vita. Agli amici che sono nati nel corso di questi anni. Sono in debito con tutti e ognuno di voi è stato decisamente vitale in tutta quest’avventura. Però, soprattutto, grazie al calcio, per avermi permesso di essere parte di esso, per essere in uno sport meraviglioso, per avermi permesso di vivere una vita piena di passioni ed emozioni, per darmi momenti di felicità, per farmi crescere come sportivo e come persona, per avermi data la possibilità di condividere momenti con tante persone incredibili. In definitiva, GRAZIE PER TUTTO”.