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Rigore ribattuto dopo invasione del portiere: quando si riprende e perché

Nadia Fossatidi Nadia Fossati· 31/08/2026 15:02
Rigore ribattuto dopo invasione del portiere: quando si riprende e perché

L’episodio è frequente: il portiere si muove in anticipo, il tiro parte, la rete non arriva e scatta la decisione più discussa. Rigore da ripetere oppure si riprende in altro modo? La risposta sta nella corretta lettura della Regola 14 e nei protocolli applicativi oggi supportati anche dalla tecnologia. In questo articolo si chiariscono tempi, modalità di ripresa e motivazioni tecniche, con esempi pratici utili a giocatori, allenatori e arbitri.

Che cos’è l’invasione del portiere e come viene rilevata

Per “invasione del portiere” si intende la violazione del vincolo di posizione al momento dell’esecuzione del calcio di rigore. La Regola 14 impone che, al fischio e fino all’istante in cui il tiratore calcia il pallone, il portiere mantenga almeno parte di un piede a contatto con la linea di porta, oppure in proiezione verticale sulla linea stessa (cioè sopra il piano della linea). Non è consentito avere entrambi i piedi completamente davanti alla linea verso il terreno di gioco.

Questa specifica è stata introdotta per bilanciare vantaggio e reattività: al portiere è chiesto di “tenere” il tempo fino allo stacco, senza avanzare. La verifica è oggi facilitata dal supporto video e dalla corretta meccanica arbitrale. In campo, il secondo arbitro (dove previsto) e l’assistente concentrano l’attenzione sulla linea di porta, mentre il direttore di gara sorveglia la regolarità dell’esecutore. In competizioni dotate di tecnologia, l’analisi ex post conferma o corregge la decisione iniziale.

Il quadro normativo è definito dalle Regole del gioco del calcio stabilite dall’International Football Association Board, che forniscono indicazioni aggiornate su posizione, tempistiche e sanzioni disciplinari.

Quando si ribatte: casistiche principali e logica della decisione

Il principio guida è lineare: se il portiere commette infrazione e da ciò scaturisce un insuccesso dell’attaccante, il calcio di rigore deve essere ripetuto. Se, nonostante l’infrazione, viene segnata una rete, il gol è convalidato.

In sintesi operativa:

  • Portiere in infrazione e gol segnato: rete convalidata; si riprende con calcio d’inizio.
  • Portiere in infrazione e gol non segnato (parata, palla sul palo/traversa o fuori): rigore da ripetere.
  • Portiere in infrazione e contemporanea infrazione dell’attaccante (ad esempio, finta irregolare dopo la rincorsa): si applica l’offesa più grave; di norma calcio di punizione indiretto alla difesa e ammonizione all’esecutore in caso di finta illegale.

La sanzione disciplinare al portiere per invasione è oggi graduata: in genere si procede con un richiamo formale alla prima infrazione; l’ammonizione scatta in caso di recidiva o quando il comportamento è plateale e incide chiaramente sull’esito. L’obiettivo è tutelare la corretta esecuzione senza trasformare il momento del rigore in una sequenza di cartellini.

Dettaglio importante: la ripetizione riguarda l’intero calcio di rigore. Ciò vale anche se l’azione prosegue (per esempio, ribattuta corta) e l’attaccante non segna. La procedura corretta è interrompere e disporre la ripetizione, perché l’infrazione avviene all’istante del tiro e vizia tutto ciò che segue.

Ripresa del gioco: chi tira, posizionamento e tempistiche

Quando è disposta la ripetizione, valgono le stesse condizioni della prima esecuzione: giocatori fuori area e fuori semicerchio, a distanza regolamentare; portiere sulla linea; pallone sul punto del rigore; direttive chiare prima del fischio. L’arbitro si assicura che tutti abbandonino la zona proibita e concede tempo sufficiente per ripristinare l’assetto corretto.

Il tiratore può essere lo stesso o un altro calciatore idoneo della squadra attaccante, purché identificato correttamente prima del nuovo fischio. Le competizioni possono fornire linee guida operative, ma la Regola 14 non vincola la ripetizione al medesimo esecutore.

La corretta postura del portiere prima del segnale è cruciale: spalle allineate alla porta, piedi paralleli o leggermente sfalsati, busto proteso e reattività attivata sul posto. A beneficio di chi allena o gioca tra i pali, un approfondimento sull’interpretazione attuale della linea di porta e sul corretto allineamento è disponibile analizzando il tema del posizionamento dei piedi del portiere sul rigore, con esempi pratici e chiarimenti sugli errori ricorrenti.

Tabella di decisione: effetti dell’invasione del portiere

Evento al tiro Infrazione portiere Altre infrazioni Decisione tecnica Disciplina
Gol segnato No Rete convalidata; calcio d’inizio Richiamo/nessuna sanzione; ammonizione se recidiva
Parata o palla fuori/legno No Rigore da ripetere Richiamo; ammonizione se recidiva o comportamento evidente
Esito qualsiasi Infrazione dell’attaccante (es. finta illegale) Calcio di punizione indiretto alla difesa Ammonizione all’attaccante
Esito qualsiasi Ingresso anticipato di compagni del tiratore Di norma rigore da ripetere Gestione preventiva/disciplinare secondo condotta

Il ruolo della tecnologia e il criterio dell’impatto

Nei tornei con assistenza video, la verifica dell’invasione avviene tramite il protocollo del Video assistant referee. La posizione dei piedi è un fatto oggettivo: il check si concentra su frame e contatto con la linea all’istante del calcio. Il compito del VAR è supportare l’arbitro nella coerenza applicativa, non sostituirne la gestione sul campo.

La prassi contemporanea adotta un criterio pragmatico: la semplice irregolarità formale viene sanzionata con la ripetizione se ha inciso sull’esito (salvataggio o disturbo evidente). Quando invece, pur con minima asimmetria, l’attaccante segna, la rete resta valida. Ciò riduce interruzioni e garantisce equità, mantenendo il rispetto della regola.

Conseguenze nelle fasi successive e gestione delle sequenze

Se l’infrazione del portiere è accertata e la palla non entra, l’unica ripresa corretta è la ripetizione del rigore. Eventuali ribattute a gioco aperto non convalidano il gol, perché l’azione è viziata sin dall’impatto. Il direttore di gara deve quindi interrompere e organizzare il nuovo tentativo, curando il riposizionamento di tutti e l’identificazione del tiratore.

In partite con episodi ravvicinati, compresi tempi di recupero o momenti ad alta pressione, può capitare che si generino più tiri dal dischetto in breve tempo per differenti infrazioni o falli successivi. Per una panoramica operativa sulle dinamiche di gestione in caso di ripetizioni e nuovi rigori in rapida sequenza, è utile confrontare le regole relative alle sequenze ravvicinate di tiri dal dischetto, così da programmare sostituzioni, responsabilità e ruoli senza incertezze.

Consigli tecnici per portieri e tiratori

Dal punto di vista del portiere, la chiave è sincronizzare il primo micro-movimento con l’impatto del piede dell’attaccante sul pallone. Il cosiddetto “split step” (leggera spinta con entrambi i piedi) va eseguito mantenendo almeno parte di un piede sulla linea o sopra il suo piano. Un riferimento utile è orientare la punta del piede d’appoggio verso il pallone, con il tallone che sfiora o “copre” la linea. L’uscita in avanti deve essere successiva al calcio.

La lettura delle abitudini del tiratore aiuta a scegliere: braccio d’aiuto, angolo d’anca e rincorsa spesso anticipano direzione e altezza. Lavorare su tempi di reazione (120–180 ms su palla colpita da 11 m a 80–100 km/h) e traiettorie più probabili aumenta le percentuali di parata senza rischiare l’invasione.

Per l’esecutore, la costanza del rituale riduce l’errore: rincorsa con numero di passi definito, punto di impatto sempre uguale, sguardo sul pallone nell’ultimo istante. Evitare finte illegali dopo la rincorsa è essenziale, perché una violazione dell’attaccante può vanificare la ripetizione anche in presenza di infrazione del portiere.

Errori comuni e buone pratiche arbitrali

Errore frequente è confondere il movimento laterale con l’invasione: il portiere può muoversi lungo la linea, purché non la oltrepassi verso il campo prima del tiro. Altro errore è considerare regolare un portiere con entrambi i piedi dietro la linea senza alcuna parte in proiezione sopra la stessa: la posizione valida richiede contatto o proiezione verticale sulla linea.

Per gli arbitri, la gestione preventiva è decisiva: istruzioni chiare prima del fischio, posizionamento corretto degli altri calciatori e contatti visivi con assistenti. Il richiamo verbale al portiere prima della prima esecuzione riduce il rischio di invasione e, di conseguenza, di ripetizione.

Perché si riprende così: la razionalità della regola

La ripetizione tutela l’equilibrio tra attacco e difesa in una situazione a elevata probabilità di rete. L’avanzamento anticipato del portiere riduce lo spazio di tiro e accorcia la distanza reale, alterando il rapporto tra tempi di esecuzione e tempi di reazione. Ordinare la ripetizione quando il tiro non entra ripristina quell’equità che la norma intende garantire, senza penalizzare la squadra che ha subito l’infrazione.

In questo quadro, la coerenza applicativa tra campo e tecnologia ha un obiettivo pratico: fornire un esito prevedibile e comprensibile a giocatori e pubblico, riducendo il margine di contestazione. La chiarezza su quando si ribatte e perché è lo strumento migliore per migliorare qualità del gioco e rispetto delle decisioni.

Nadia Fossati
Nadia Fossati

Nadia, ex portiere dilettante, scrive sul calcio per passione dopo aver allenato giovanissimi portieri. Offre suggerimenti diretti a chi vuole imparare le regole di gioco e migliorare le proprie capacità tecniche, raccontando aneddoti dal campo.