Chi batte la rimessa laterale può riprendere la palla? la risposta che sorprende

Mi trovo ancora a ripensar a quella domenica pomeriggio sul campo di periferia, quando uno dei nostri ragazzi della categoria under 15 si è lasciato sfuggire una rimessa laterale e, nel momento in cui il pallone aveva già percorso un metro di volo, si è voltato verso l'arbitro chiedendo ansiosamente se poteva andare a riprenderlo. La confusione era evidente anche tra i genitori sugli spalti. Quella scena mi ha fatto capire quanto il regolamento della rimessa laterale sia circondato da miti e falsi miti, soprattutto su un punto preciso: se chi batte la rimessa può riprendere la palla dopo averla lanciata. Scopriamo insieme una risposta che sorprende davvero molti appassionati di calcio.
La rimessa laterale e i suoi fondamenti normativi
Nel calcio moderno, la rimessa laterale rappresenta uno dei momenti più frequenti di interruzione del gioco, eppure rimane uno dei fondamenti meno compresi dal pubblico medio. Secondo il Regolamento del calcio ufficiale della FIFA, quando la palla esce dal terreno dal bordeline, il gioco riprende proprio con questo fondamentale di gioco. Il giocatore che effettua la rimessa deve stare dietro o sulla linea laterale, con entrambi i piedi a terra, e lanciare il pallone da dietro e sopra la testa, utilizzando entrambe le mani.
Ma qui inizia a emergere il punto cruciale che genera la confusione: molti credono che una volta battuta la rimessa, il lanciatore sia completamente "escluso dal gioco" e non possa più toccare il pallone fino a quando non sia stato toccato da un altro giocatore. Questo ragionamento ha una logica apparente, proprio come accade in altre situazioni di gioco, ma la realtà normativa è ben diversa.
La verità che sorprende: puoi riprendere il pallone subito
Ecco il punto fondamentale che sorprende sempre: chi batte la rimessa laterale può assolutamente toccare nuovamente la palla subito dopo averla lanciata, senza che nessun altro giocatore abbia dovuto toccarla prima. Non esiste alcun vincolo normativo che impedisca al lanciatore di rientrare in gioco immeditamente. Si tratta di una differenza sostanziale rispetto a quanto accade, ad esempio, con le rimesse da fondo o le punizioni, dove in determinate situazioni si applicano regole diverse.
Questo significa che se una rimessa laterale viene lanciata con traiettoria bassa e il pallone rimbalza verso il lanciatore, egli può perfettamente controllarla e proseguire l'azione. Allo stesso modo, se il lancio è impreciso e la palla torna indietro verso chi l'ha battuta, nessuna infrazione viene commessa. L'unico scenario dove il lanciatore non potrebbe toccare il pallone è se, dopo che un altro giocatore lo ha già giocato, il lanciatore lo tocca nuovamente senza che altri giocatori lo abbiano toccato nel frattempo – ma questo ricade sotto la regola del fuorigioco o altre limitazioni diverse.
Ho verificato questo dettaglio con diversi arbitri durante i tornei provinciali che organizzo, e tutti concordano: la rimessa laterale non genera una sorta di "zona franca" dove il lanciatore non può agire. È una regola che demitizza uno dei più diffusi fraintendimenti calcistici amatoriali.
Quando il lanciatore commette davvero un'infrazione
Nonostante la libertà che abbiamo appena illustrato, il lanciatore può comunque incappare in vere infrazioni. La prima riguarda la modalità stessa del lancio: se non usa entrambe le mani, se i piedi non sono sulla linea o dietro, se la palla non passa da dietro la testa, allora c'è infrazione e la rimessa viene assegnata all'altra squadra. Questo è il vero nocciolo della regola.
Un'altra situazione da evitare è quando il lanciatore tira il pallone direttamente in gol senza che nessuno lo tocchi prima. In questo caso, poiché la rimessa non è un tiro vero e proprio, il gol non viene convalidato. Il portiere avversario ha una marcia in più in questo tipo di situazione, proprio perché la palla non può entrare in porta direttamente da rimessa laterale.
La strategia pratica: come usare al meglio questa regola
Nei miei anni di allenamento delle categorie giovanili, ho insegnato ai ragazzi a sfruttare creativamente questa libertà normativa. Un lancio corto verso se stessi, ad esempio, può creare spazi imprevisti nella difesa avversaria. Se la rimessa viene effettuata con intelligenza tattica, il lanciatore può diventare una vera e propria opzione offensiva aggiuntiva.
Naturalmente, il principio del vantaggio nel calcio si applica anche in questi contesti: l'arbitro, come sempre, valuterà se una presunta infrazione nella modalità di lancio sia tale oppure se sia conveniente lasciar proseguire il gioco. Questo aspetto discretivo dell'arbitraggio rende il gioco ancora più affascinante, perché aggiunge complessità alla interpretazione delle norme.
Ricordo una partita amatoriale dove il nostro terzino sinistro, dopo aver battuto una rimessa laterale imprecisa, ha avuto la prontezza mentale di recuperare il pallone e di creare un'occasione. L'azione è proseguita naturalmente, senza alcuna interruzione, e gli avversari hanno protestato solo per un momento, convinti che fosse fallo. L'arbitro ha confermato la legalità con una semplice spiegazione e il gioco ha continuato il suo corso.
Il valore della conoscenza per il giocatore amatoriale
Sapere che il lanciatore può riprendere il pallone subito dopo averlo battuto trasforma non solo il modo in cui si intende la rimessa laterale, ma anche come ci si muove tattica in campo. Molti giocatori amatoriali, convinti del divieto, rinunciano a posizionarsi strategicamente dopo la rimessa, perdendo opportunità reali di gioco. Al contrario, comprendere questa libertà normativa consente di organizzare meglio le azioni e di sorprendere gli avversari.
Nel mio percorso come organizzatore di tornei e allenatore, ho sempre creduto che la conoscenza delle regole sia il primo passo verso il miglioramento tattico. Rimase una questione affascinante scoprire come tanti dettagli del regolamento calcistico sfuggano anche a persone che il calcio lo vivono quotidianamente.
Tornando a quella domenica sul campo di periferia, il ragazzo ha imparato quel giorno una lezione preziosa: non sempre ciò che sembra proibito effettivamente lo è. Nel calcio, come nella vita, è importante conoscere le vere regole prima di convincersi di violarne una che, in realtà, non esiste.

